lunedì 18 marzo 2019

Papa Francesco VII

Cronache dal futuro / Papa Francesco VII e la cura verso le persone ENCA+R

Attenzione! Il presente articolo contiene IRONIA. In caso di accertata allergia all’IRONIA  astenersi dalla lettura.
***
Città del Vaticano, marzo 2219 – Una serie di foto postate sul sito Natagion – il portale che racconta come si può coniugare la fede cattolica con l’eterosessualità – mostra la grande cura che Papa Francesco VII ha nei confronti delle realtà ENCA+R (Eterosessuali Naturali Cattolici Apostolici e Romani). Prima di partire per il ritiro spirituale, il Papa ha infatti ricevuto i membri del pellegrinaggio ENCA+R proveniente dalla Gran Bretagna, sotto l’egida del cardinale Lichons.
I sedici pellegrini, che contavano, oltre ad amici e famigliari delle persone ENCA+R, anche il loro cappellano, il gesuita padre David Warsten, hanno ricevuto posti privilegiati all’udienza in piazza San Pietro. E alla fine dell’udienza generale il gruppo è stato invitato all’incontro con Francesco VII.
Il capogruppo Martin Gastpender a nome del Consiglio pastorale ha introdotto uno per uno tutti i membri, raccontando come lavora il gruppo all’interno dell’arcidiocesi di Westminster.
Un’immagine e un gesto valgono più di mille parole. E sappiamo che Francesco VII è il Papa dei gesti. È dunque chiaro il significato della foto  in cui si vede il Papa accogliere calorosamente i membri del Consiglio pastorale dei cattolici ENCA+R. Come hanno notato alcuni siti, “una bella testimonianza di accoglienza e umanità”.
Tuttavia alcuni commentatori ultra-tradizionalisti si sono detti sconcertati. “Si fa fatica – ha scritto La Vecchia Bussola Quotidiana – a non provare grande fastidio per un metodo che è l’esatto opposto del Gattopardo: fare finta che nulla cambi perché cambi tutto. Dicono  che la dottrina non si tocca, ma intanto la prassi contraddice la dottrina fino a svuotarla di significato, e senza mai affermarlo o darne le ragioni. Così, arriva un giorno e tutto è cambiato e non si sa perché. Fino a ieri l’eterosessualità praticata era un peccato contro natura. Oggi invece pare diventata una virtù. In base a che cosa? Non si sa, nessuno lo spiega. Semplicemente in Vaticano si è deciso che adesso si fa in un altro modo. E chi obietta è un rigido, un dottrinario, uno che scaglia pietre”.
“Il tutto – prosegue il sito ultra-tradizionalista – avviene peraltro giocando sull’ambiguità, e questo è un altro punto di fastidio. Si ha buon gioco nel dire che il Papa accoglie tutti e tutti siamo peccatori. Noi siamo certi che il Papa lo fa con questo spirito di accoglienza della persona, ma il gesto parla oggettivamente, va ben oltre le intenzioni personali: e oggettivamente in questo incontro c’è la legittimazione del peccato. Perché quelle che ha accolto non sono persone con tendenze eterosessuali che vivono la loro condizione cercando di seguire l’insegnamento della Nuova Chiesa. No, sono un gruppo organizzato che rivendica l’eterosessualità come una normale espressione della propria personalità. In altre parole si tratta di associazioni e movimenti che semplicemente si prefiggono di cambiare la dottrina della Nuova Chiesa”.
“Allora coerenza vorrebbe che si spiegasse il cambiamento: la Nuova Chiesa nata dal discernimento si è sbagliata? Da qui non si scappa: non può essere che un gesto sia un giorno peccato contro natura e il giorno dopo un fatto naturale. Non è sviluppo della dottrina, è la sua negazione. Peraltro si capisce meglio allora perché al recente duecentoventiquattresimo summit sugli abusi sessuali il comitato organizzatore abbia accuratamente evitato un dibattito sull’eterosessualità, malgrado diversi vescovi abbiano sollevato il problema. Se non è chiaro: la lobby etero ha preso il comando delle operazioni nella Chiesa!”.
“Come si ricorderà – conclude il sito ultra-tradizionalista –  al centonovantaduesimo Sinodo sui giovani, lo scorso ottobre, ci fu una polemica perché nell’instrumentum laboris (il documento  preparatorio) è stata inserita la sigla ENCA+R, che indica già un cedimento verso l’ideologia etero. Nel documento finale del Sinodo la parola fu cancellata sotto la pressione di molti vescovi, ma come si vede la realtà è più avanti. Ci sono già vescovi e cardinali che, per convinzione o convenienza, si sono adeguati alla nuova dittatura etero e stanno cercando di imporla a tutta la Nuova Chiesa”.
Aldo Maria Valli*
*tris-trisnipote di quello del XXI secolo

sabato 10 marzo 2018

I tempi duri sono davanti ai vostri occhi, vi prego continuate a pregare tanto

Trevignano Romano 8 marzo 2018
Amati figli, fiaccole accese, grazie per esservi qui riuniti in questa chiesa domestica. Amati miei, finalmente sento i vostri cuori palpitare per la grande Fede. I tempi duri sono davanti ai vostri occhi, vi prego continuate a pregare tanto. Desidero che questi cenacoli di preghiera vengano fatti più spesso nelle vostre case dove io sono e sarò sempre presente. Amori miei, fatevi trovare pronti e purificati per accoglierci. Andate nel mondo ad evangelizzare, non state fermi a guardare, non c’e’ più tempo. La grazia e le benedizioni di mio Figlio scenderanno oggi su di voi. Pregate per l’Italia, la Spagna, la Francia e l’Inghilterra. Ora vi lascio nella pace. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen




Trevignano Romano 8 marzo 2018
Messaggio di Gesù: ore 22:55
Fratelli, grazie per essere riuniti qui, in questa casa benedetta, io sono qui in mezzo a voi per lasciarvi la pace. Oggi sono molto triste, tanto triste, sto pregando il Padre mio affinchè la sua giustizia non sia peggio dell’alluvione o peggio di ciò che avvenne ai tempi di Noè. Il Padre mio, non vuole più ascoltarmi, avete fatto troppo male. Fratelli, quanto vi amo! Io vorrei la vostra salvezza, per questo vi darò il mio amore, amatemi come io vi amo, non mi avete accolto la prima volta quando sono nato e non mi vogliono accogliere neanche oggi per la mia seconda venuta. Oh! Figli, state con me, non abbiate paura, divulgate la mia parola, state vicino al vangelo e all’Eucarestia. State uniti, vi prego state uniti. Nel nome della Santissima Trinità, vi Benedico nel mio nome, nel Padre mio e dello Spirito Santo. Amen


http://www.lareginadelrosario.com/

martedì 19 dicembre 2017

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e marte

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede,

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede, ci dà su questo paese alcune notizie. Rammenta anzitutto che la chiesa luterana è stata chiesa di stato sino al 2006 e che da tempo versa in agonia. Ad andare forte, in Svezia, non sono i luterani, ma i culti New Age e orientali: il 20% crede nella reincarnazione e si interessa all’oroscopo; la metà crede nella telepatia; uno su cinque confida nel potere degli amuleti; due su cinque credono ai fantasmi; abbonda tra i giovani l’interesse per gli Ufo… Dovunque insomma, scrive Stark, una “religione privata e invisibile”, un fai da te in piena coerenza con il “libero esame ” e l’individualismo protestante. Di discernimento in discernimento, a Roma si vuole che ognuno si faccia il suo Credo e la sua morale, come in Svezia?
E nel 2018?
Essendo il cinquantesimo del 1968, probabilmente assisteremo al trionfo di John Lennon ed Imagine diventerà l’inno del Vaticano. La parola “pace” potrebbe fornire innumerevoli spunti, ad innumerevoli prediche. Così dopo l’anno della misericordia; il quinquennio dei migranti e dell’ambiente, avremmo l’anno “peace and love” (Amoris laetitia fornirà alcuni spunti all’uopo).
Sembra inoltre che l’anniversario sarà celebrato smontando pezzo per pezzo, come già si è iniziato a fare, Humanae vitae: l’enciclica con cui Paolo VI, proprio nel 1968, disse il suo no alla rivoluzione antropologica ed etica del suo tempo.



MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede, ci dà su questo paese alcune notizie. Rammenta anzitutto che la chiesa luterana è stata chiesa di stato sino al 2006 e che da tempo versa in agonia. Ad andare forte, in Svezia, non sono i luterani, ma i culti New Age e orientali: il 20% crede nella reincarnazione e si interessa all’oroscopo; la metà crede nella telepatia; uno su cinque confida nel potere degli amuleti; due su cinque credono ai fantasmi; abbonda tra i giovani l’interesse per gli Ufo… Dovunque insomma, scrive Stark, una “religione privata e invisibile”, un fai da te in piena coerenza con il “libero esame ” e l’individualismo protestante. Di discernimento in discernimento, a Roma si vuole che ognuno si faccia il suo Credo e la sua morale, come in Svezia?
E nel 2018?
Essendo il cinquantesimo del 1968, probabilmente assisteremo al trionfo di John Lennon ed Imagine diventerà l’inno del Vaticano. La parola “pace” potrebbe fornire innumerevoli spunti, ad innumerevoli prediche. Così dopo l’anno della misericordia; il quinquennio dei migranti e dell’ambiente, avremmo l’anno “peace and love” (Amoris laetitia fornirà alcuni spunti all’uopo).
Sembra inoltre che l’anniversario sarà celebrato smontando pezzo per pezzo, come già si è iniziato a fare, Humanae vitae: l’enciclica con cui Paolo VI, proprio nel 1968, disse il suo no alla rivoluzione antropologica ed etica del suo tempo.





la nuova chiesa???

Lucia Caram, la "suora" blasfema della neo-chiesa bergogliana


Nel novero dei personaggi impresentabili della setta conciliare merita in esser inserito il nome di Lucia Caram, suora domenicana di clausura (?) di origine argentina che lo scorso febbraio, nel corso di un programma spagnolo (qui), ha bestemmiato la sacra Verginità di Maria Santissima affermando: 
Maria e Giuseppe avevano una relazione normale di coppia che ovviamente comportava anche fare sesso come tutte le coppie normali.

La stampa riporta che i fedeli cattolici, offesi da questo pubblico oltraggio alla Madonna, hanno chiesto alla Gerarchia la sua punizione. A seguito dello scandalo suscitato dalle sue parole, la religiosa non ha ritrattato quanto detto, limitandosi a chieder scusa a chi si fosse sentito offeso:

Volevo dire che non sarei scandalizzata se la Vergine Maria avesse avuto una relazione di coppia con suo marito, il matrimonio e il sesso sono una benedizione.
Per molto tempo la Chiesa ha avuto un pessimo rapporto con i temi legati alla sessualità. Era negato e visto come qualcosa di sporco da nascondere, invece io penso che sia una benedizione. [...] Insomma è veramente difficile credere che Maria e Giuseppe non avessero relazioni sessuali e che lei fosse davvero vergine. San Giuseppe è stato sempre raffigurato come un vecchio con la barba. E allora io mi domando: Maria stava con un uomo che poteva essere suo nonno? Ma no, no, lei era innamorata di Giuseppe e la loro relazione era come quella di qualsiasi coppia.

La Santa Sede - chiamiamola così - da allora non ha preso alcun provvedimento, e la Caram continua a tenere programmi di cucina in televisione e a pubblicare libri. E le sue entrate, a quel che risulta (qui) paiono ben poco coerenti con gli scopi caritativi ufficialmente dichiarati. Tra l'altro la Caram è attivamente impegnata in politica, nonostante il divieto sancito dal Diritto Canonico.

I giornali riferiscono che avrebbe ricevuto minacce di morte da parte di integralisti cattolici, i quali notoriamente sono violenti e assassini. Probabilmente la minaccia più dura potrebbe trovarla lei stessa nel Vangelo (Lc XVII, 1-2):

Guai a colui per cui avvengono. E' meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.

Non stupisce che questa rinnegata eretica, fautrice del dialogo ecumenico e di tutte le istanze della neo-chiesa, ivi compresa la difesa dei sodomiti e dei transessuali, condivida col Sedicente le proprie origini argentine. 

Triste eredità che accomuna una bestemmiatrice della Vergine al distruttore della Chiesa di Cristo.

Questa accolita di anime belle, di fulgidi esempi di carità e cristiana pietà, si onora di aggiungere al serto glorioso ond'è coronato il pontificato di Bergoglio anche quest'ultima gemma di virtù.




http://opportuneimportune.blogspot.it/2017/12/maria-caram-la-suora-blasfema-della-neo.html